Titolo:La Sposa cadavere
Regia: Tim Burton, Mike Johnson
Soggetto:Caroline Thompson
Sceneggiatura:Pamela Pettler, Caroline Thompson, John August
Fotografia:Pete Kozachik
Musiche:Danny Elfman
Trama:: Europa, XIX secolo. Victor, giovane figlio di una famiglia borghese arricchitasi con la vendita di pesci, e Victoria, candida figlia di una nota famiglia aristocratica senza fondi, sono destinati a diventare marito e moglie a causa d’accordo stipulato fra le de famiglie. Un’intenta a conquistare un titolo nobiliare, l'altra a rimpinguare le proprie casse ormai ricche giusto di ragnatele. A quella che poteva sembrare una tristissima situazione rimedia il destino facendo innamorare sinceramente i due giovani. Il giorno prima della cerimonia Victor prova il testo della promessa di matrimonio camminando per il bosco; per provare l’atto finale infila l'anello nuziale in un ramoscello. Sfortunatamente per lui il ramoscello altro non è che il dito mummificato di una sposa defunta anni addietro, che però lo prende sul serio e accetta la sua proposta
Commento di Under89:Tim Burton dopo “Nightmare Before Christmas” riprova a puntare su i cartoni animati. Il risultato è passabile anche se non ha nulla a che vedere con l’originalità e fantasia, che riesce a trasmettere nel suo primo lavoro. Sulla regia, la tecnica in stopmotion, i fondali e le atmosfere nulla da riferire, anzi veramente un ottimo lavoro. Bellissima la contrapposizione di colori fra mondo dei vivi, lugubre e smorto, e fra il mondo dei morti, vivace e frizzante. E’ la sceneggiatura (tratta da un'antica fiaba ebraica russa) che ti lascia perplesso. Probabilmente Burton cerca di puntare sull’estrema semplicità della fiaba che però risulta banale e scontata, non trasmette nulla. Si arriva alla fine con un po’ di sospiri dovuti a rallentamenti che annoiano e lì ci si accorge di aver passato 75 minuti di placidità e calma piatta. Nulla di questo cartone mi ha particolarmente colpito e probabilmente fra un paio di giorni ricorderò la trama a grandi linee, anche se forse me n’andrò in giro canticchiando involontariamente qualche motivetto de “la sposa cadavere”.

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