Titolo:Il predatore di Magia
Autore:Luca Trungenberger
TramaDamlo Rindgren ha capelli rosso fuoco, un tormento e un dono: all’interno del suo corpo vive un drago. Il mostro, oltre a terrorizzarlo, dà al giovane poteri molto speciali. Una dote preziosa che Damlo non è ancora in gradi di controllare. Per questo studia alla Torre Bianca, antica e misteriosa fortezza in cui una volta veniva insegnata l’arte della magia. Nel mondo è da poco scoppiata la guerra contro l’Ombra e un agente del Nemico riesce a violare i confini della Torre Bianca. Deve impadronirsi di... Seguito del fortunatissimo Il Risveglio dell’Ombra, ma romanzo da gustare anche senza aver letto il primo, Il Predatore di Magia narra come Damlo venga strappato alla pace della Torre Bianca per essere trascinato in un’avventura dai ritmi mozzafiato. L’accavallarsi degli eventi costringerà il ragazzo a fare i conti con se stesso e la propria fretta di imparare la magia. Due sono le vie possibili: quella “Breve” e quella “Lunga”. Quale scegliere? Quella indicata dai maestri? O, per necessità, imboccare pericolose scorciatoie? È più importante raggiungere la meta o compiere il viaggio vivendone a fondo ogni passo?
Commento di Under89:Questo seguito delude... Non è scritto male, non annoia, benchè si dilunghi in descrizioni fini a se stesse, ma non conclude niente. Lo si può definire un bell prologo, ma non un romanzo riuscito: decisamente troppo corto, in modo totalemente disarmante arrivi alla fine e ti poni una sola domanda: e allora???. Queste 360 pagine si divorano una dopo l'altra senza intoppi, anche se arrivati alla 100 cominci a preocuparti un pò..non sì ancora entrati nel vivo della storia, ma da lettore fiducioso quale sei ti dici -Ora ingrana e vedrai che fine!!- arrivati alla 200, sempre più in ansia, ti rendi conto che la tenera avventura è il romanzo! Non c'è lo "sfondo" nulla di più che questa "scampagnata"... Deluso finisci il romanzo (un giorno, 2 massimo) che ti è costato la belezza di 18 euro, e non ne trai niente... La crescita o il semplice spessore dei personaggi secondari e inesistente, l'unico con decenti sfacettature è Damlo, di cui però si sperava una crescita maggiore... Le capacità narrative di Trugenberger sono indubbie, ma d'idee in questo romanzo proprio non se ne vedono...

Aggiungi il tuo commento, clicca qui