Titolo:Il nome dela rosa
Anno: 1986
Regia: Jean-Jacques Annaud
Cast: Sean Connery (Guglielmo da Baskerville); Christian Slater (Adso da Melk) ; F. Murray Abraham (Bernardo Gui) ; Elya Baskin(Severino) ; Michael Lonsdale (L'abate) ; Volker Prechtel (Malachia) ; William Hickey (Ubertino da Casale) ; Michael Habeck (Berenghero) ; Urs Althaus (Venanzio) ; Ron Perlman (Salvatore).
Trama:Nel novembre del 1327, il novizio benedettino Adso da Melk accompagna in un'abbazia del Nord Italia il suo maestro, il frate francescano Guglielmo da Baskerville, incaricato da suoi superiori di indagare sulla misteriosa morte di un monaco benedettino in quello stesso monastero… Vengono accolti dall’abate, il quale illustra loro il caso: Adelmo da Otranto era stato ritrovato morto in un precipizio oltre le mura dell'abbazia… Pregandoli di indagare sul delitto pone loro un solo limite, quello di non entrare mai in biblioteca… L’omicidio spinge i monaci ad una caccia sfrenata all’eresia e alla, per loro certa, manifestazione del demonio. Guglielmo è però scettico, per lui la causa non è da attribuire a qualcosa di sovrannaturale, ma semplicemente a qualcuno…
Commento di Under89:Il nome della Rosa è il capolavoro che è soprattutto per la suggestiva e spettacolare ambientazione medievale, che per il lugubre, gotico monastero che ospita questa storia…indimenticabile è anche l’interpretazione di Guglielmo da parte dell’intramontabile Sean Connery. La trama resta molto coerente al romanzo omonimo, di Umberto Eco, da cui è tratto il film, sia i dialoghi, che i costumi e anche l’austera scenografia ripropongono le immagini evocate dallo scrittore in modo magistrale. Il messaggio di questo film è decisamente paleso: la condanna contro la Santa Inquisizione è resa senza mezzi termini, la chiesa antica è descritta capace solamente di condannare e torturare persone innocenti senza risolvere realmente i problemi, è descritta, insomma, al contempo la grandiosità e la pazzia dell'intelletto umano, con diretta semplicità. Annaud, sa come “riempire” lo schermo e dare una forza particolare alle sue immagini. Annaud, come Hitchcock, è un regista che programma tutto già in fase di pre-produzione, e le riprese sono solamente "una seduta di registrazione". Come tali, le sue pellicole sono rigorose e dettagliate, ma non per questo perdono la capacità di stupire o di incantare chi le guarda. Costato 16 milioni di dollari, il film è stato la più grande coproduzione europea del periodo. Con 5 anni di preparazione e 16 settimane di riprese tra l'Italia e la Germania, inspiegabilmente non ha avuto il successo che meriterebbe, dimenticato e ignorato troppo dalle nuove generazioni e dai suoi contemporanei, che si stia perdendo la capacità di distinguere i bei film dai moderni colossal, che di “bello” hanno sono i divi??

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