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Titolo:La Principessa Mononoke
Anno:1997
Regia: Hayao Miyazaki
Trama:In una remota zona nella parte nordorientale dell'isola di Honshuu (la maggiore isola del Giappone), è sopravvissuta una piccola parte dell'antico popolo degli Emishi, secoli prima sconfitto e quasi distrutto dagli Imperatori. Ashitaka, ragazzo di sangue reale destinato a diventare il capo di questo popolo, si trova improvvisamente davanti a un misterioso mostro, il Tatarigami, che minaccia il villaggio. Egli uccide il mostro, che però lo ferisce al braccio e la maledizione mortale che affligeva lo spirito vendicativo si è riversata sul giovane. In cerca di una cura e del suo destino il ragazzo parte per l’occidente. Viene a sapere da un apparente vagabondo, , che è nella foresta dello Shishigami, antico dio-animale, che forse egli potrà forse trovare aiuto… Il ragazzo parte speranzoso di trovare l’antido alla maledizione che lo sta lentamente divorando, ma invece della salvezza si ritroverà in mezzo ad un conflitto tra uomini e mistici esseri… |
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Commento di Lady:Una storia di “confine”, confine tra animale e uomo, confine tra civiltà e crudeltò, fra giustizia e vendetta e fra amore e odio…
Lo stesso periodo in cui è ambientata questa indimenticabile storia, l’era chiamata Muromachi (1392-1573), è caratterizzato da forti sconvolgimenti e conflitti: il rapporto tra l'uomo e la Natura stava cambiando per via dell'avvento dell'Età del Ferro, le foreste cominciavano ad essere tagliate per l'evoluzione della civiltà, la creazione di nuove armi più potenti e letali portava ad un aumento delle guerre ed inoltre la condizione femminile era cambiata: le donne erano più libera, e non esisteva una vera e propria gerarchia sociale.. Miyazaki ricrea questo clima alla perfezione, e i suoi personaggi non trascurano di mostrare il loro conflitto interiore. In questo film non vi sono ne buoni ne cattivi, come poi è nella realtà, ognuno ha la propria moralità, o se vogliamo obbiettivo, che persegue con i mezzi che ha disposizione a discapito di chi gli/le si para davanti. Da una parte Mononoke, allevata dai lupi, combatte per difendere la foresta ed gli animali che l’abitano, dall’altra Eboshi, una donna che ha saputo distinguersi anche in una società così maschilista come quella giapponese, lotta per mantenere il suo status, ma soprattutto per poter continuare a provvedere la propria gente...
Come tutte le opere di Miyazaki il messaggio etico è d’immediato impatto, sebbene non sia il motore della vicenda. La trama scorre con un susseguirsi di immagini magistralmente evocate,che rendono questo film un vero capolavoro. Tutti i personaggi hanno le proprie caratteristiche, ma hanno anche una loro evoluzione rendendoli fortemente “naturali” e credibili. Anche gli Dei della foresta, che rappresentano la vera essenza primordiale degli animali, sono contraddistinti con un loro personale carattere, prendendo vita propria. Inoltre pur essendo dei non sono onnipotenti, anzi sono degli esseri che proprio per la loro diversità si sentono emarginati dall’avverso mondo circostante….Quest’opera è di vecchio stampo, ossia non è realizzata al computer(a parte un 10%), è composto da più di 144.000 clip realizzati a mano, infatti è costato più di 3 anni di lavoro. Ma io credo che sia valso davvero lo sforzo!!
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