|
|
  
|
Titolo:Le Crociate
Regia: Ridley Scott
Cast: Orlando Bloom (Baliano); Eva Green (Sybilla); Liam Neeson (Goffredo di Ibelin); Jeremy Irons (Tiberio); Edward Norton (Re Baldovino IV); Brendan Gleeson (Reynald); David Thewlis (Ospitaliere); Marton Csokas(Guy de Lusignan); Ghassan Massoud (Saldino);
Trama:Balian, un giovane fabbro francese, disperato per la perdita della moglie e del figlio ancora piccolo, decide di seguire nella sua sacra missione colui che dice di essere i suo vero padre, Godfey di Ibelin, barone presso la corte del re di Gerusalemme, impegnato nel mantenimento della pace in Terra Santa. Nell'anno 1186 Balian si trova a Gerusalemme tra gli sfarzi e gli intrighi di una corte medievale, si innamorerà, diventerà un cavaliere e troverà il coraggio di difendere la città dagli attacchi dei Saraceni.
|
|
|
|
Commento di Lady89:Poco entusiasmante e spesso noioso, questo filmone epico non coinvolge, non emoziona, non soprende, insomma un film non riuscito, da dimenticare! Ho apprezzato l’immagine non offensiva, ma anzi complessa e conciliante del leader islamico Saladino, non comune nei film hollywoodiani, considerato anche che questo film uscì poco dopo l’11 settembre. Ma i nobili concetti a cui il grande regista britannico sembra essere così affezionato vengano esposti dai personaggi a intervalli regolari, a mò di spot ideologici, in formule prevedibili. Stride più che mai l’idea di fondo del film: la guerra è cosa cattiva, non si può che essere d’accordo ma, purtroppo per noi le crociate sono una guerra quindi ci ritroviamo di fronte a un susseguirsi di piagnistei e lamenti . Comunque le caratteristiche necessarie per il realizzare un filmone epico al passo con i tempi c’erano tutte : scenografie imponenti, uno straordinario uso di effetti speciali e comparse, costumi realistici e una grande attenzione per i dettagli materiali (pozzi, condutture d'acqua, catapulte, torri d'assedio). Anche Scott segue la tradizione dei moderni film storici, che sarebbe ormai meglio definire film in costume, che vedono la Storia come un canovaccio su cui ricamare eroiche prodezze tanto affascinanti quanto surreali, saltellando di secolo in secolo prima avanti poi indietro un po’ alla “taglia e incolla” per rendere tutto un po’ più succulento. Surreale e inverosimile è anche il personaggio di Bloom, Baliano, il suo passaggio da umile artigiano a ingegnere, fine dicitore, cortigiano manierato e quant'altro grazie solo alla nobiltà di sangue acquisita. Inoltre le carenze in fatto di esperienza e carisma del nostro ex-Legolas sono troppo evidenti e il tentativo di poggiare sulle sue giovani (affascinati) spalle il film è inevitabilmente fallito con un risultato davvero patetico. Misera interpretazione per lui di un personaggio che sarebbe potuto risultare molto più interessante e assolutamente manchevole nelle espressione costantemente spaesata.
|
Aggiungi il tuo commento, clicca qui
|