Titolo:King Arthur
Anno: 2004
Regia: Antoine Fuqua
Cast: Clive Owen (Artù) ;Ioan Gruffudd (Lancillotto); Mads Mikkelsen (Tristano); Joel Edgerton (Galvano); Hugh Dancy( Galahad) ;Ray Winstone (Bors); Ray Stevenson (Dagonet) ;Keira Knightley (Ginevra) ;Stephen Dillane (Merlino); Stellan Skarsgård (Cerdic) ;Til Schweiger (Cynric) ;Sean Gilder (Jols); Pat Kinevane (Horton) ;Ivano Marescotti (Vescovo Germanius).
Trama:Artù è un cavaliere di origini britanniche sequestrato dai romani e inviato a combattere per Roma nella sua terra natia. Il giorno in cui era stata promessa a lui e ai suoi uomini la libertà i patti non vengono rispettati: il gruppo di guerrieri, più o meno rinnegati, deve affrontare un'ultima disperata impresa prima di riguadagnare la libertà; scoprendo che - mai come in questa ultima battaglia - quello per cui stanno lottando è ben lontano diverso anche dai valori imposti a cui avevano finito per aderire…
Commento di Under89:Sinceramente non credo sia possibile deturpare la figura di re Artù più di come è stato fatto grazie a questo film. La retorica sulla libertà è di bassa lega, non vi è messaggio, non vi è credibilità… L’idea di un Artù Romano è interessante, ma pietosamente sviluppata, che sia o no esatta la recente tesi secondo cui il re dei re sarebbe vissuto nel 5 sec. d.c., questo lungometraggio “violenta” letteralmente la leggenda Arturiana. Questa specie di branco selvaggio, dove ognuno ha le sue funzioni e le sue particolarità (uno che fa a pugni, l'altro nostalgico di casa, quello con due spade, quello col falcone) alla fine sembra un accozzaglia di disperati messi lì controvoglia, all'inseguimento di una dignità che non si capisce da dove potrebbe venire. Il film riesce bene solo in questo: ossia restituisce appieno il senso di più completo disorientamento di un gruppo di esseri umani guidate quasi esclusivamente da istinti, senza ideali , senza meta, ciò che li spinge ad arrancare avanti non è altro che un ferino e incosciente desiderio di libertà... Lancilotto, un assatanato di mogli altrui, che però non fa altro che andare in bianco…Ginevra, merita un commento, solo per assurdità del suo personaggio, la scena di sesso(??) fra lei e Artù è qualcosa che ti lascia basito per quasi tutto il resto del film, per non parlare del vestitino da battaglia: un bikini di pelle, e tanti tatuaggi blu. Merlino sembra essere stato pescato da un cassonetto e Artù è talmente noioso che speri in una freccia vangante per liberare lo schermo dalla sua mediocrità…

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