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Titolo:Il Ciclo di Belgariad Vol. 1°
Autore:David Eddings
TramaNella notte dei tempi il Dio Aldur rubò una pietra alle stelle e ne fece un gioiello prezioso, il Globo. Il potere del gioiello era grande e l'avido Dio Torak lo volle per sé perché attraverso di esso avrebbe avuto il dominio sull'occidente. Ma quando tese la mano per toccarlo, il Globo lo divorò con le sue fiamme. Ora Torak giace nel sonno senza fine della sofferenza e la pietra del potere non è più in suo possesso. Ma Zedar l'Apostata, discepolo prediletto, prepara il suo ritorno. Le sue trame segrete si intrecciano come i fili di una ragnatela e il giovane Garion, la cui vita trascorre serena in una fattoria dell'ovest, scoprirà il peso del proprio destino. Il libro contiene i romanzi: Il segno della profezia; La regina della stregoneria.
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Commento di Under89:Questo ciclo di Eddings è senz'altro da considerare uno dei pilastri della fantasy, all'epoca della sua uscita, più di un ventennio fa(1982), fece molto parlare di se e si scavò anche una nicchia nella storia, e fa ancora parlare di se. Grazie alla recente reedizione da parte della Fanucci possiamo facilmente appropriarci del intero ciclo. La trama sebbene appaia molto classica riesce ad avere sviluppi inaspettati, che rendono la lettura di questo primo capitolo molto piacevole. I viaggi per una volta sono descritti per quello che sono, insomma spostarsi a cavallo o su dei carri e perfino in mare costa dei giorni, che da molti autore vengono bellamente ignorati, mentre Eddings non sposta mai l'occhio dai protagonisti e rende il racconto molto realistico e ben articolato. Ogni personaggio ha il proprio ruolo, il proprio carattere e perfino il proprio lessico. I dialoghi, soprattuto quelli fra Zia Pol e il padre, sono sempre ben sviluppati e colpisco con la loro spontanea( o ben studiata) ironia. Il volume difetta un po' nel suo contenuto in quanto pare costruito molto a mò di prologo e quando si arriva alla fine e si tirano le somme si arriva a un risultato un po' scarso per le sue 500 e passa pagine, tuttavia è un “introduzione” che lascia senz'altro ben sperare per il seguito...
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