Di Black Wolf:

Il vetro che si incrina sotto il peso del pugno,
ed il sangue che ne stilla,
come il succo di un frutto proibito.
C'è più significato in un attimo di rifiuto,
che in una vita di sopportazione.
Immagine su immagine,
occhio su occhio,
attimi su attimi,
e la vita scorre via tra le dita;
come sabbia sterile.
Come polvere che intacca la Memoria.

Istanti a nitrato d'argento:
poco ci vuole per ricordare;
troppo ci vuole per dimenticare.
Niente è fatto per durare;
neanche l'Eternità.

Forse non è lecito ricercare quiete
nel mezzo della confusione mentale.
Ma non è detto che sia un crimine.
Poco ci vuole a vivere,
ancora meno ci vuole a smettere.
Una sorta di casualità maturata nel Tempo.
Lo stesso Tempo che si impiega davanti allo specchio;
rimanere lì fermi, a fissarsi;
aspettando che succeda qualcosa.
E non succede niente.

Un momento per prendere fiato,
camminare tra la gente e fingere
di essere un fantasma tra i fantasmi.
Nessuno ci conferma di essere reali.
O se lo siamo mai stati.
Ognuno ha i suoi universi da criptare.

Chiudere gli occhi,
vuotare il bicchiere,
attendere l'onda ed il breve
frastuono che ne segue,
e ricominciare daccapo.
Pura masturbazione mentale.
Finché il mondo comincia a perdere sostanza.
E diventa mera astrazione.

E per il dolore: a ciascuno il suo.
Forse l'unica cosa che ci rende ancora umani.
E non è detto che sia la migliore.
Infatti. Non lo conferma nessuno.

Molto occorre per dire una verità;
un po' meno per non dirla.
E non si è mai detto che una menzogna
non sia altro che una mezza verità.
E forse un po' meno.
E forse no.