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Di Gabriel:
cui mi soffermo evidenziandone il supremo male. Come la freccia che la corda tende e scocca Nasce e muore il cuore, suo bersaglio, che con sguardo tocca. Divengo notte e ombra per chi audace posa gl’occhi sui miei, Vagando, attaccato al sentimento che più ci lega agl’alti Dei.
Tremar non dovete poiché un vostro respiro è già mio
Se dell’Amore che persi voi siete la stella che riaccende,
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