e ninfe creature misteriose che da sempre fanno parte della mitologia.
Tutte le descrizioni giunte a noi, che deferisco fra loro per pochi particolari, le raffigurano come fanciulle dall’ineguagliabile bellezza, diafane e leggere, di solito nude o vestite con tuniche inconsistenti, adornate di ghirlande fiorite sui capelli; spesso nel atto del ballo e del canto e nel pettinarsi i lunghi capelli, si racconta inoltre che amano filare e tessere sulle sponde dei fiumi. Sono divinità minori che personificavano le forze della natura e per questo sono spesso ritratte nelle vicinanze di monti, di grotte, di sorgenti, di boschi e di specchi d'acqua, di fiumi e del mare.

Per la loro numerosità sono state divise in diverse categorie: le driadi e amadriadi che erano le ninfe dei boschi, ogni driade nasceva con un albero da custodire e viveva nell'albero stesso (nel qual caso era detta amadriade), oppure nelle sue immediate vicinanze. .. Poiché la driade moriva quando il suo albero veniva abbattuto; le oreadi ninfe delle montagne e delle grotte di cui fanno parte due altre sotto-categorie: le napee , ninfe delle valli, e le alseidi , ninfe delle boscaglie; le nereidi , ninfe del mar Mediterraneo, vivevano nelle profondità marine, ma spesso salivano in superficie per aiutare marinai e viaggiatori, cavalcando delfini e altri animali marini (la più nota di esse è sicuramente Teti madre del eroe greco Achille); le oceanine erano le ninfe dell’oceano (una di esse era Calipso); le naiadi le ninfe delle sorgenti, dei fiumi e dei laghi. Dotate di facoltà guaritrici e profetiche, erano considerate le nutrici della vegetazione e del bestiame. Di esse si conoscono anche delle sotto-categorie: le potameidi, ninfe dei fiumi, le pegee , ninfe delle fonti, e le limnad i, ninfe delle acque stagnanti. Meno antiche e forse anche meno veritiere sono anche: le Esperidi le tre ninfe che custodivano l’albero delle mele d’oro nel poema che racconta le 12 fatiche di Ercole; e le Camene le ninfe dell’acqua, non meglio identificate, di cui si sa che possedessero il dono della profezia.

Sebbene le ninfe sia da considerare delle creature fantastiche benevole agli uomini ( in più di un poema le si descrivono come generatrici e allevatrici di eroi) hanno anche loro dei lati oscuri che non devono essere trascurati. Infatti in più di un occasione hanno portato alla morte giovani sciocchi a causa della loro bellezza sconvolgente. Gli uomini, infatti, attratti della fascino delle ninfe, per loro rinunciavano facilmente alla loro vita per poterle seguire fin nella loro dimora (dove un uomo si perdeva e lì restava prigioniero in uno stato di felicità imposta senza poter più formulare un pensiero di ritorno nella propria casa) e se avveniva che qualcuno riuscisse a fuggire, costui non viveva mai a lungo poiché chi incontra lo sguardo di una ninfa non può più vivere lontano da esso.