l drago è senza dubbio l'animale mitico per eccellenza, la sua origine si perde nei meandri della storia dell'uomo. Essi compaiono nelle leggende d'ogni popolo, orientale od occidentale, ma con concezioni notevolmente discordi. In Europa i draghi erano simbolo di lotta, di violenza e di guerra, portatori di distruzione e morte. Inoltre con l'avvento del monoteismo cristiano divennero la personificazione del Maligno. Al contrario in Oriente il drago è visto come una creatura benefica. Nei paesi asiatici il drago compartecipa dei quattro elementi: può essere creatura terrestre o addirittura sotterranea, acquatica, aerea e aver perfino familiarità con il fuoco.
La sua forma varia da paese a paese, solitamente ha l'aspetto di un enorme serpente, oppure somiglia ad un dinosauro, con quattro zampe e ali da pipistrello. Normalmente era descritto con il corpo pieno di squame protettive, capace di produrre potenti e devastanti fiammate e di volare grazie a grandi e robuste ali. Il drago ha un carattere tellurico, in altre parole è spesso descritto come un abitante del sotto suolo, di grotte e luoghi nascosti. Questa sua caratteristica si comprende meglio osservando le sue più usuali funzioni: custode di segreti ancestrali e di luoghi inaccessibili, padrone di tesori e di tecnologie note a lui solo. Oltre a ciò, in molte leggende d'origini differenti si narra delle prodigiose caratteristiche curative delle ossa o dei denti di drago alla pari con il magico corno dell'unicorno.

Nel mondo greco il mostro Tifone era un drago terribile che fu sconfitto da Zeus, l'unico che aveva osato sfidarlo. Egli riuscì a schiacciare il mostro con un enorme macigno, ma si racconta, inoltre, che il drago sopravisse rimanendo, però, intrappolato e spesso preso dalla rabbia e dalla frustrazione emettesse potenti ruggiti accompagnati da enormi fiammate che uscivano dalla terra bruciando tutto quello che incontravano, così nacque il vulcano Etna. Analizzando questa leggenda ci si rende conto che contiene molti aspetti di un mito mesopotamico molto più antico, cioè la storia di Marduk che sconfisse Tiamat. Tiamat, una dragonessa, era la sposa di Apsu, spirito dell'aria e dell'acqua; dalla loro unione nacquero gli Dei, uno di essi un giorno uccise il padre. Per vendetta Tiamat generò un'orda di mostri per uccidere tutti i suoi figli ingrati. L'eroe Marduk, scelto dagli Dei riuscì ad ucciderla dopo una durissima battaglia. Tornando al mito greco, Echidna sposa del mostro Tifone, era una donna affascinante che però aveva la metà inferiore del corpo a forma di serpente. Dopo la morte del marito per mano di Zeus essa scateno sulla terra la sua mostruosa progenie (fra cui idra, cerbero,scilla e la chimera).
Ci si rende quindi conto dell'enorme contaminazione fra una leggenda e l'altra, ed è quindi difficile ignorare queste cronache che ci pervengono da tempi e luoghi diversi, ma che sono entrambe finalizzate a diffondere nella propria cultura la credenza dell'esistenza di creature mitiche, come i draghi, non è forse presuntoso da parte nostra decretare la totale infondatezza e assurdità di queste leggende?… Se siano realmente sopravissuti dalla preistoria enormi rettili che hanno terrorizzato l'umanità noi non lo possiamo sapere o accertare, ma anche analizzando la nostra cultura occidentale ci derivano una serie di racconti narranti la storia d'eroici cavalieri (San Giorgio, san Silvestro, san Gregorio, san Marcello ecc...) le cui gesta causavano immancabilmente la scomparsa di un membro della razza dei draghi, non dovremmo quindi dare il beneficio del dubbio a tutto questo insieme di narrazioni? Infondo non si dice che una leggenda ha sempre un fondo di verità…