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rpie: creature crudeli e sadiche. Sono descritte alate con testa, busto e braccia di donna e il resto del corpo di uccello rapace. Nelle credenze popolari erano portatrici della vendetta divina.
Originariamente divinità bellissime, vennero poi rappresentate come vecchie dai seni cadenti.
Le Arpie, chiamate Aello ("tempesta"), Celeno ("oscura”), Podarge ("piè veloce") e Ocipete ("colei che vola rapida") erano figlie di Taumante, figlio di Ponto (il mare) e di Elettra (figlia del titano Oceano).
Nei miti le Arpie sono conosciute soprattutto per un episodio della storia di Giasone e degli argonauti. Durante il viaggio verso la Tracia orientale, gli argonauti incontrarono Fineo, reso cieco dagli dei per la sua abilità nelle profezie e perseguitato da due Arpie che gli impedivano di mangiare, ghermendo il cibo dalla sua tavola o insudiciandolo. Fineo chiese a Giasone, prima di aiutarlo nella ricerca del vello d'oro, di liberarlo dalle Arpie: fu così che Zete e Calaide, figli alati di Borea, il vento del Nord, costrinsero le Arpie a volare lontano, al di là del mare. Compaiono anche nell’Eneide (3°libro), nella Divina Commedia di Dante (che le colloca nella selva dei suicidi, libro 13° dell’Inferno ) e nell’Orlando Furioso di Ariosto.
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